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ANEURISMA AORTA ADDOMINALE (AAA) |
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Le PATOLOGIE delle ARTERIE: l'ANEURISMA della AORTA ADDOMINALE (AAA)
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L’aorta è la principale arteria presente nel nostro corpo ed è responsabile del trasporto di sangue ed ossigeno, attraverso i suoi numerosi rami, a vari organi ed apparati.
Un aneurisma dell’aorta addominale (AAA) è una dilatazione permanente dell’arteria aorta che se non trattata in tempo può andare incontro a rottura con conseguente emorragia e serio pericolo di vita per il paziente.
Si definisce aneurismatica un’arteria il cui calibro supera del 50% il diametro normale. |
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Un aneurisma può insorgere a livello di qualunque vaso sanguigno ma più frequentemente si forma nell’aorta sotto l’origine delle arterie renali (85%). Il trattamento dell’aneurisma dell’aorta addominale è spesso l’intervento chirurgico la cui fattibilità è comunque da valutare per ogni singolo paziente. Lo scopo del trattamento di questa patologia è quello di evitare la probabile rottura del vaso.
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FATTORI di RISCHIO ed EPIDEMIOLOGIA
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L’aneurisma dell’Aorta Addominale colpisce soprattutto le persone di età compresa tra i 65 ed i 74 anni ma può colpire anche persone più giovani. Anche i bambini possono sviluppare un AAA in seguito a traumi o altre patologie correlate. Uno studio da noi condotto negli anni ’90 presso la cattedra di Chirurgia Vascolare dell’Università degli Studi di Milano su una popolazione di ultra sessantacinquenni nel comune di Cinisello Balsamo ha confermato altri studi internazionali e cioè la presenza di AAA nel 9% della popolazione.
Tra i principali fattori di rischio si riconoscono:
- Familiarità (presenza di malattie cardiovascolari nei familiari)
- Fumo
- Ipertensione arteriosa
- Pneumopatie croniche (BPCO)
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TRATTAMENTO CHIRURGICO TRADIZIONALE ed ENDOVASCOLARE
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Esistono due differenti approcci per il trattamento di un AAA. L’approccio tradizionale e quello endovascolare. Il trattamento tradizionale prevede una lunga incisione verticale sull’addome (dallo sterno all’inguine). In questo caso, una volta raggiunta l’aorta, questa verrà sostituita da una protesi in materiale sintetico.
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Attualmente questo tipo di approccio è gravato da un tasso di complicanze inferiore al 5%, valore che aumenta col crescere del numero dei fattori di rischio.
L’altra possibilità è rappresentata dal trattamento endovascolare degli AAA attraverso il posizionamento, sotto controllo radiologico, di una endoprotesi all’interno dell’aorta malata. Questo tipo di approccio prevede l’inserimento, solitamente dall’inguine (sede delle arterie femorali), di piccoli cateteri sui quali viene fatta scorrere la protesi da impiantare. |
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L’intervento è meno traumatico per il paziente rispetto alla metodica tradizionale ma non tutti possono essere trattati attraverso questa tecnica. Spesso i limiti sono costituiti dall’anatomia dei vasi, che può rendere difficoltoso l’inserimento della protesi dall’inguine, o dalla conformazione dell’aneurisma.
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PROGNOSI
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É importante notare che nella maggioranza dei casi l’esito di un intervento di correzione di un aneurisma dell’aorta addominale è buono, considerando anche l’esperienza del Centro nel trattare questo tipo di patologia.
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É importante sapere che se non trattato l’aneurisma evolve verso la rottura e che in tal caso, meno del 40% dei pazienti sopravvive; per questo è importante una diagnosi precoce ed un eventuale trattamento. |
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SINTOMI
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Molto spesso purtroppo l’AAA può essere completamente asintomatico ed il suo riconoscimento può essere del tutto occasionale e dare segno di sé solo in fase di rottura. Sono pertanto fondamentali una serie di controlli medici periodici e l’attenzione a eventuali sintomi quali:
- Presenza di massa pulsante nell’addome
- Dolore addominale o lombare, severo, improvviso, persistente che si può irradiare anche a livello gluteo, inguinale od ancora alle tensione addominale
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ESAMI DIAGNOSTICI
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Per prima cosa il Chirurgo Vascolare esaminerà l’addome e valuterà la presenza dei polsi periferici e l’eventuale presenza di masse pulsanti nell’addome.
Il Chirurgo Vascolare potrà poi consigliare che vengano eseguiti, uno o più dei seguenti esami:
- EcocolorDoppler dell’aorta addominale
- Ecografia addominale
- TC addome con mezzo di contrasto
- Angiografia dell’Aorta
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POSSIBILITA' TERAPEUTICHE
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Non bisogna temere la presenza di un AAA e non bisogna ignorarlo. Se le dimensioni dell’aneurisma sono modeste e non ci sono sintomi riconducibili all’aneurisma, il Chirurgo può anche decidere di aspettare ad eseguire l’intervento chirurgico controllando il paziente nel tempo, per esempio attraverso ecografie dell’addome annuali atte a valutare l’eventuale espansione dell’aneurisma stesso. Se invece le dimensioni dell’aneurisma sono superiori a 5.0 centimetri, o se l’aneurisma si è particolarmente ingrossato negli ultimi mesi o infine se compaiono alcuni sintomi (dolore lombare, dolore addominale ecc), è consigliato l’intervento.
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COMPLICANZE PRECOCI
o Intraoperatorie dell’Intervento di Endoaneurismectomia
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- Shock ipovolemico: è una condizione nella quale una severa perdita di sangue (circa 1/5 od anche di più della quantità di sangue) rende il cuore incapace di pompare una quantità sufficiente di sangue al resto del corpo. Questo shock può causare un arresto nel funzionamento di diversi organi.Maggiore e più rapida sarà la perdita di sangue, più severi saranno i sintomi dello shock
- Embolia: ossia un’ improvvisa interruzione del flusso di sangue ad un organo o parte del corpo (reni, intestino, arti inferiori) in seguito ad un embolo.
- Insufficienza renale (3-12%)
- Infarto miocardico: si ha nel momento in cui l’apporto di sangue ed ossigeno al cuore risulta significativamenteridotto. Il muscolo cardiaco può in questi casi morire o rimanere danneggiato in modo permanente.
- Ictus: qualche volta chiamato attacco cerebrale, si ha in seguito all’interruzione del flusso di sangue al cervello
- Dissecazione aortica: ossia il distaccamento degli strati che formano la parete dell’arteria con conseguente formazione di un “lume vero” e di un “falso lume”. Si tratta di una emergenza chirurgica che può in alcuni casi portare rapidamente a morte il paziente anche in caso di un ottimale trattamento.
- Insufficienza respiratoria
- Distacco delle anastomosi
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COMPLICANZE TARDIVE
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- Infezione della protesi (0.5-3%)
- Laparocele, ossia un’ernia in sede di ferita chirurgica addominale
- Pseudoaneurisma anastomotico
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PREVENZIONE
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L’esercizio fisico, una buona alimentazione, l’abolizione del fumo, il controllo costante dei valori di pressione arteriosa riducono il rischio di sviluppo di aneurisma. Se si è a conoscenza di essere portatori di fattori di rischio precedentemente citati, è bene effettuare una sorveglianza costante mediante ecografia dell’addome.
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