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  LA PATOLOGIA VARICOSA
 

La PATOLOGIA VARICOSA: DEFINIZIONE, EPIDEMIOLOGIA e CAUSE

Le varici sono delle patologie a carico delle vene superficiali che si manifestano nella maggior parte dei casi a livello degli arti inferiori. Tale patologia colpisce il 30% circa della popolazione con prevalenza nel sesso femminile.
Le cause possono essere molteplici ma tra le più rappresentate vengono citate:

  • Familiarità
  • Utilizzo di anticoncezionali
  • Gravidanza
  • Prolungata stazione eretta
   
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IL SISTEMA VENOSO DEGLI ARTI INFERIORI

 

Le vene sono delle strutture tubulari deputate a raccogliere il sangue refluo dai tessuti ossigenati e a riportarlo al cuore. A livello degli arti inferiori distinguiamo un sistema venoso superficiale ed uno profondo.  Il sistema venoso profondo è satellite del sistema arterioso e decorre parallelo ad esso. I due sistemi venosi sono provvisti di un sistema di valvole, specie di paracadute che si apre quando il sangue tende a refluire verso il basso, impedendo così questo fenomeno. Il sistema venoso superficiale è composto da due sistemi safenici: grande safena o safena interna (in quanto decorre lungo la faccia interna o mediale dell’arto) e safena esterna o piccola safena (in quanto è più piccola e decorre sul lato posteriore della gamba).

La vena grande safena trova la sua origine al davanti del malleolo interno, decorre medialmente fino all’inguine dove si getta nella vena femorale. 
La piccola safena ha la sua origine dietro al malleolo esterno, decorre sottofasciale fino alla arcata del soleo (in prossimità del ginocchio), fuoriesce e si getta nella vena poplitea.
Esistono poi delle vene dette comunicanti o perforanti che hanno lo scopo di collegare i due sistemi safenici fra loro.
Il sistema venoso superficiale ha lo scopo di drenare la cute ed il sottocute; il sistema profondo drena invece il sangue dell’apparato muscolare. La direzione del sangue venoso avviene pertanto dal basso verso l’alto e dalla superficie verso la profondità. Il sistema venoso superficiale raccoglie circa il 20% della totalità del sangue refluo dagli arti inferiori. Il sistema profondo drena quindi la stragrande maggioranza del sangue venoso (80%) anche se la potenzialità di trasporto del sistema venoso profondo è molto superiore per cui la eliminazione del sistema venoso superficiale viene perfettamente tollerata in presenza di un sistema profondo normale.
Questa è la descrizione di come siamo fatti, o meglio di come dovremmo essere fatti; in realtà nel 50% delle persone esistono delle varianti anatomiche e quindi non è assolutamente vero che siamo tutti uguali!
   
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CLINICA ed EVOLUZIONE

 
Le varici degli arti inferiori sono una patologia cronica caratterizzata dalla progressiva perdita della funzionalità del sistema valvolare delle vene da cui ne consegue uno sfiancamento delle stesse le quali diventano più evidenti fino a manifestarsi come varici.

In condizioni simili, i sangue che scorre all’interno delle vene tende a ristagnare nelle zone più declivi determinando il corredo sintomatologico tipico di tale affezione che comprende:

  • Senso di pesantezza alle gambe
  • Crampi notturni
  • Prurito ed edemi (ossia gonfiore alle gambe soprattutto alle caviglie)

e successivamente altri segni come:

  • Arrossamento
  • Discromie cutanee (colorazioni scure a carico delle zone più declivi dell’arto)
  • Flebiti (ossia infiammazioni a carico della parete della vena)
  • Ulcere (cioè perdita di sostanza in una zona cutanea)
 
   
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DIAGNOSI

 

Spesso la diagnosi è clinica cioè fatta sulla base della visita.  Altre volte invece si rende necessario l’utilizzo di indagini strumentali come l’EcoColorDoppler il quale permette di evidenziare in modo migliore lo stato di incontinenza della vena piccola e/o grande safena così da indirizzare verso il miglior percorso terapeutico medico e/o chirurgico.

 
 
   
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IL TRATTAMENTO MEDICO e CHIRURGICO

 

Lo scopo del trattamento medico o chirurgico è quello di prevenire le complicanze citate precedentemente nonché, se gia manifeste, la loro estensione.

TRATTAMENTO

Il trattamento della patologia varicosa varia in funzione di diversi fattori tra cui il tipo e l’estensione delle varici, l’età del paziente, le condizioni generali del paziente ecc.

IL TRATTAMENTO MEDICO

In pazienti nei quali non si renda necessario o sia sconsigliato l’intervento chirurgico, è possibile intervenire mediante l’uso di presidi quale l’utilizzo di calze elastiche (che facilitano il ritorno venoso evitando il ristagno di sangue nelle zone più declivi del corpo). Inoltre evitare la prolungata stazione eretta, e fare delle camminate.  Si consiglia ancora l’utilizzo di farmaci flebotonici (ossia farmaci in grado di migliorare il tono delle pareti delle vene così da prevenirne lo sfiancamento)

IL TRATTAMENTO CHIRURGICO

Esistono ormai molteplici approcci chirurgici per il trattamento della patologia varicosa; anche in questo caso il trattamento deve essere effettuato sulla base di criteri quali il tipo e l’estensione delle varici, l’età del paziente, le condizioni generali dello stesso ecc.

I trattamenti più comunemente utilizzati comprendono:

  • Intervento di safenectomia: ossia l’asportazione della vena grande e/o piccola safena
  • Varicectomie: cioè la semplice asportazione delle varici mediante piccole incisioni cutanee
  • C.H.I.V.A.: ossia deconnessione della safena atta ad impedire il ristagno del sangue nel sistema venoso superficiale
  • S.E.P.S.: metodica mininvasiva endoscopica per la legatura ed interruzione delle vene perforanti malate ossia quelle vene che mettono in comunicazione in sistema venoso superficiale con il sistema venoso profondo.
  • Obliterazione della vena grande safena mediante laser
  • Obliterazione della vena grande safena mediante radiofrequenza
  • Scleroterapia: ossia iniezione all’interno del lume vasale di sostanze chimiche in grado di chiudere i piccoli vasi venosi.
   
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COMPLICANZE INTRAOPERATORIE e POSTOPERATORIE IMMEDIATE

 
  • Emorragia intraoperatoria: interessa meno dello 0,01% dei casi
  • Lesioni a carico della vena femorale o della vena poplitea: meno dell’1% dei casi
  • Deiscenze, infezione, raccolte ematiche o linfatiche in sede di ferita: complicanze che si manifestano con una frequenza variabile tra l’1 ed il 2% dei casi e che regrediscono quasi sempre con un adeguato trattamento medico e/o chirurgico.
  • Trombosi venosa polmonare: 0,5-1% dei casi
  • Morte: sono citati solo pochi casi isolati di mortalità legati essenzialmente a sviluppo di embolia polmonare in seguito a trombosi venosa profonda
   
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COMPLICANZE TARDIVE

 
  • Recidiva: ovvero la ricomparsa di varici anche in seguito ad interventi correttamente eseguiti (10% entro 5 anni)
  • Discromie cutanee in sede di cicatrici: 1-2% dei casi
  • Cheloidi: cioè cicatrici molto evidenti in sede di ferita chirurgica (1-2 % dei casi)
  • Lesioni del nervo safeno: nervo che decorre vicino alla safena e che se danneggiato può comportare la comparsa di parestesie e/o dolore lungo il suo decorso (5-25%)
  • Linfedema: ovvero stasi linfatica con conseguente edema (0,5-2% dei casi)

 

   
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